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- da: la Provincia Pavese - venerdi 12 aprile 2002.

«Giuseppe, un dolore immenso»

             Una folla di giovani ieri ai funerali del giovane bronese

             LA TRAGEDIA DI BRONI UN PAESE NEL LUTTO

 

             Pierangela Ravizza

 

             BRONI. Giuseppe Gallopin, 18 anni, studente del liceo «Foscolo» di Broni:

la sua morte in un incidente stradale, lunedì notte, mentre tornava dall'allenamento a

Stradella (era un bravo cestista) ha tolto il respiro e portato alle lacrime un intero paese.

Giuseppe era tante cose, era un ragazzo dai mille impegni. Almeno un migliaio, le persone

che ieri, con la loro presenza hanno voluto accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Una folla

raccolta in un silenzio profondo. Il feretro, coperto da un cuscino di orchidee bianche, ha

lasciato l'abitazione di via dello Sport alle 15,30. Poi la sosta di raccoglimento davanti al

Liceo, la sua scuola a cui teneva tanto e dove lo attendevano in un dolore composto e

struggente, ragazzi e insegnanti.

Pochi attimi e si è formato un lungo corteo preceduto dalle bandiere listate a lutto della

scuola. Un mare di folla. Alle 15,45, le porte della Basilica Minore di Broni, ormai quasi colma

di gente, si sono spalancate per far posto soprattutto ai tanti giovani. Altrettanti hanno dovuto

attendere sul sagrato e in piazza. Il feretro di Giuseppe è stato adagiato davanti all'altare. Lo

seguivano la mamma, Wilma ed il papà, Emilio, confortati dai parenti più stretti e racchiusi in

un dignitoso dolore. La funzione religiosa è stata celebrata dal parroco, Don Mario Bonati,

coadiuvato da altri sacerdoti tra cui Don Bruno Bottallo, parroco di Stradella e Don Gianluca

Vernetti che per anni era stato responsabile dell'oratorio di Broni ed aveva avuto modo di

apprezzare l'impegno di Giuseppe che ha sempre considerato «una delle anime dell'oratorio».

Attiva la partecipazione alla Messa da parte degli amici e dei compagni. La loro è stata una

presenza importante, un segno tangibile di quanto fosse vivo il legame con il giovane

scomparso. Lo attestano ciò che con la voce incrinata hanno letto al microfono. «..Vola

Gallo, sarai sempre il migliore!» e poi «Giuseppe ci manchi, ci mancano le tue battute i tuoi

sorrisi la tua simpatia...». E ancora: «Ci manca la tua grande disponibilità verso gli altri, la

tua allegria, quante volte abbiamo condiviso la partecipazione alla Messa da questo altare ed

ora l'unico conforto sarà pensare che adesso appartieni ad un mondo immenso, più grande

del nostro dolore, non ti dimenticheremo mai...». Ricordi toccanti, letti con la voce rotta dalla

commozione da un rappresentante dell'oratorio, del gruppo parrocchiale e da un compagno di

scuola, al termine della celebrazione religiosa. Frasi intense, per ricordare un amico, un

compagno di scuola, un atleta ma soprattutto una persona speciale. Nell'omelia, il parroco,

rivolgendosi ai genitori chiusi in un dignitoso dolore, ha ricordato le preziose doti di Giuseppe,

ed ammettendo come sia difficile, con la parola umana, cercare di dare una spiegazione a

questi drammatici momenti della vita. «L'unica speranza sta nella fede e della vita eterna», ha

detto Don Mario cercando di interpretare il mistero ed il valore della vita messo così a dura

prova dalla tragedia. Tra i tanti presenti, atleti, dirigenti e genitori della società di Basket

«A.S. Stradella» ed una rappresentanza di alunni e insegnanti della scuola media anche loro

con la bandiera listata a lutto. Al termine della benedizione, la salma dello sfortunato giovane

è stata traslata nel cimitero di Cigognola per la sepoltura nella tomba di famiglia. Poi il

silenzio e quelle parole: «Giuseppe, non ti dimenticheremo».

 

 

 

 

 

 

                                                                                      

 

 


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